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Recensione Razer Phone 2: non mi ha convinto… di nuovo

recensione razer phone 2

C’eravamo lasciati con un primo modello che ci aveva convinti ma fino ad un certo punto, e quest’oggi vi voglio parlare di Razer Phone 2. Il secondo capitolo della gamma di smartphone da gaming si trova in un contesto leggermente più affollato, al contrario del primo modello. A fargli concorrenza troviamo non soltanto Black Shark ma anche e soprattutto ASUS ROG Phone, un terminale che si è fatto decisamente apprezzare. Vediamo, quindi, se con Razer Phone 2 c’è stato effettivamente uno step in avanti.

Recensione Razer Phone 2

Unboxing

All’interno della confezione troviamo la seguente dotazione:

  • Razer Phone 2;
  • caricatore Quick Charge 4.0;
  • cavo intrecciato USB Type-C;
  • adattatore ingresso mini-jack/USB Type-C;
  • spilletta per lo slot SIM;
  • manualistica.

Design e qualità costruttiva

Così come il suo predecessore, Razer Phone 2 va contro un po’ tutti i trend attuali in ambito mobile. Siamo di fronte ad un dispositivo ancora in 16:9 con dimensioni non propriamente contenute di 158.5 x 78.99 x 8.5 mm per ben 220 g. Insomma, non propriamente compatto o discreto, con un’ergonomia nel quotidiano non facilitata dal form factor largo in 16:9. Lato gaming, invece, le forme squadrate offrono un grip adeguato.

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Ma ciò non significa che sia un telefono grossolano, anzi. È un telefono che vive due vite: davanti anima industrial, con le evidenti griglie degli speaker e le forme squadrate, dietro un tocco di eleganza, con l’introduzione del vetro. Un’altra novità degna di nota è la certificazione IP67, in grado di proteggere lo smartphone da immersioni fino ad 1 metro per 30 minuti.

Per non parlare, poi, del logo Razer Chroma RGB, un dettaglio di cui si sentiva la mancanza sul primo modello. Per carità, è un dettaglio superfluo, ma stiamo pur sempre parlando di un prodotto da gaming, pertanto “RGB all the things!“. Oltre a regolarne colore e luminosità, si può impostare che si illumini alla ricezione delle notifiche (anche perché non c’è il LED di notifica classico), oltre a poter scegliere se tenerlo sempre acceso o soltanto a display attivo.

Un dettaglio che invece non è cambiato è il sensore ID laterale. Il funzionamento è sempre efficace e reattivo, per quanto il suo posizionamento potrebbe sfavorire i mancini. Assente, invece, il riconoscimento facciale. Continuano a non piacermi i tasti del volume, in una posizione strategica per non dar fastidio durante il gaming, ma molto piccoli e poco tattili.

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Display

Non cambia nemmeno il pannello frontale, ovvero il già apprezzato LCD con tecnologia IGZO da 5.72″ Quad HD 2560 x 1440 pixel (si può scalare anche in Full HD), densità di 512 PPI protetto da vetro Gorilla Glass 5. Purtroppo rimangono anche le anti-estetiche bande nere attorno al display. Fortunatamente è stata migliorata la luminosità, dai quasi insufficienti 300 nits del predecessore ai circa 450 nits attuali. Nulla di miracoloso, ma è già un buon passo avanti.

Pur essendo un LCD, è uno schermo con dei colori vividi, per quanto non paragonabile come impatto alle migliori soluzioni OLED. Lato software è possibile scegliere fra 3 presets (Naturali, Migliorati, Brillanti), oltre a poter attivare il Display Ambient ed il double tap to wake/sleep. Ma la caratteristica principale rimane la troviamo nella nomenclatura UltraMotion, ovvero il refresh rate a 120 Hz, ad oggi ancora introvabile se non sui telefoni Razer (e su iPad Pro). Il tutto si traduce in una estrema fluidità, un effetto quasi sorprendente soprattutto se è la prima volta che lo si prova. Si può anche impostare a 60 e 60 Hz, all’evenienza.

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Hardware e software

La fluidità non è soltanto nel display ma anche sotto al cofano, dato che il comparto hardware è capitanato dallo Snapdragon 845 di Qualcomm. Il chipset a 10 nm include una CPU octa-core Kryo 385 fino a 2.8 GHz ed una GPU Adreno 630. Lato memorie troviamo 8 GB di RAM LPDDR4X e “soltanto” 64 GB di storage UFS. Certo, c’è l’espandibilità via microSD, ma stiamo parlando di un dispositivo da gaming, su cui si suppone andremo ad installare molti giochi: avrei preferito di gran lunga avere almeno 128 GB.

Basato su Android 9.0 Pie, il software rimane un’incarnazione dell’anima più stock di Google, seppur non manchi un certo grado di personalizzazione grafica e funzionale. Ciò è reso possibile dall’utilizzo di Nova Launcher Prime come interfaccia. Le uniche aggiunte sono tutte in funzione del gaming, eccezion fatta per il negozio di Temi.

Oltre all’app Chrome di gestione del LED RGB, con l’app Cortex si ha accesso ai giochi consigliati da scaricare. C’è anche una lista dedicata ai titoli compatibili con i 120 Hz, ma i giochi elencati sono pochini. Visto che dal Play Store non è possibile sapere quali giochi supportino un refresh rate superiore ai 60 Hz, sarebbe stata cosa gradita avere una lista più esaustiva. Comunque, a questo link potete trovare un elenco più completo.

Sempre dall’app Cortex si può gestire il Game Booster, ovvero la suite dedicata alle impostazioni di gioco più approfondite. Oltre a regolare la modalità Non Disturbare, ci sono 3 modalità di utilizzo, ovvero Risparmio Energetico, Prestazioni e Personalizzato. Con quest’ultimo si può selezionare gioco per gioco e regolarne settaggi relativi a frequenza della CPU, risoluzione del display, refresh rate e anti-aliasing.

Viste le specifiche in ballo, unite al display UltraMotion, è inutile dire che l’utilizzo di tutti i giorni è a dir poco soddisfacente. Scorrere i menu, passare da un’app all’altra, fruire dei social, guardare video, tutto avviene senza il minimo intoppo e con una scorrevolezza che difficilmente riscontrerete su altri terminali.

Dando ciò per assodato, qua l’attenzione è tutta rivolta all’esperienza di gioco. In primis troviamo un sistema di raffreddamentoVapor Chamber“, una heatpipe in rame con tanto di liquido che dissipa il calore generato. Questa garantisce una maggiore efficienza ed una fluidità meglio mantenuta anche su lunghi periodi, per quanto comunque il telefono scaldi un po’ dopo un’intensa sessione di gioco.

Detto questo, giocare con Razer Phone 2 restituisce un’esperienza ottimale con pressoché tutti i giochi che si hanno a disposizione nel catalogo Android. Sia con i titoli “standard” che soprattutto con quelli che supportano un alto refresh rate. E anche con giochi come PUBG, che non va mai oltre i 40 FPS, il vantaggio è che non si scende mai sotto i 30 FPS nei momenti più difficoltosi graficamente parlando.

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Benchmark

Qualità foto/video

Sulla carta l’hardware delle fotocamere di Razer Phone 2 è praticamente invariato rispetto al primo modello. Abbiamo, quindi, due sensori da 12+12 mega-pixel con apertura f/1.75-2.6 ed autofocus Dual PDAF. La novità però c’è ed è l’inserimento della stabilizzazione OIS, anche se in realtà il suo intervento non è ottimale (ne riparleremo fra poco). Rispetto al primo modello l’interfaccia software è stata migliorata, con una UI più pulita: peccato che in più di un’occasione l’app è crashata, obbligandomi a forzarne l’arresto e riaprirla.

In quanto a qualità fotografica, generalmente le foto scattate non sono mai da buttare, con un upgrade evidente rispetto al primo modello. Ad uno sguardo più pignolo, invece, i difetti non mancano, sopratutto per quanto riguarda l’incostanza degli scatti. Risultati altalenanti che ho riscontrato in particolar modo con il bilanciamento cromatico. Il dettaglio catturato è buono, con foto nitide pur senza eccellere, mentre l’apertura offre un buon bokeh dalla sfocatura morbida.

La modalità Ritratto è invece da rivedere, con immagini messe male a fuoco e spesso insufficienti. Vi consiglio di tenere attivo l’HDR Auto, perché in caso contrario non sarà difficile avere scatti un po’ smorti. In modalità HDR si ottiene un sufficiente boost in colori e contrasto, anche se alcuni utenti potrebbero preferire un intervento più aggressivo. Inoltre, le zone d’ombra non sembrano acquisire molte informazioni in più rispetti agli scatti senza HDR. Il secondo sensore offre uno zoom 2x reale, ma le performance sono anche qua altalenanti.

L’apertura f/1.75, unita alla stabilizzazione OIS, dovrebbe garantire scatti in notturna di livello, ma la realtà dei fatti non è così. Non è una fotocamera inutilizzabile di notte, sia chiaro, ma visto il prezzo ci si aspetterebbe qualcosa in più. La luminosità catturata non sempre è al top, così come dettagli e contorni.

Frontalmente c’è una selfie camera da 8 mega-pixel con apertura f/2.0. E mi duole dirlo, ma se ci tenete ai selfie questo non è il telefono che fa per voi. Finché si è sotto il sole si ottengono anche risultati decenti, ma non azzardatevi ad attivare la modalità Ritratto. Oltre ai classici problemi di scontornamento, i colori quasi spariscono e l’effetto di sfocatura risulta eccessivo. Anche di notte gli autoscatti non convincono assolutamente, con un effetto “acquerello” per nulla invidiabile.

Samples dimensioni originali (Google Drive)

Audio e connettività

Uno dei punti di forza di Razer Phone 2 è l’impianto audio, con due speaker stereo frontali le cui griglie di protezione tendono a trattenere un po’ di sporco. Ma quello che conta è la qualità audio offerta e in questo caso ci siamo, anche se forse mi aspettavo qualcosina in più. Impostando al volume massimo si nota una certa distorsione, anche se non in modo eccessivo, ed i dB prodotti non sono poi così più alti rispetto ad altri smartphone con speaker stereo.

Non c’è l’ingresso mini-jack ma a compensare c’è un DAC 24-bit via USB Type-C e in questo caso non posso proprio lamentarmi. Il volume è alto, il range di frequenze riprodotto è corposo e c’è il supporto Dolby Atmos con equalizzatore e presets configurabili.

Il reparto connettività ha il supporto 4G e Wi-Fi ac Dual Band, con velocità da degno top di gamma. Non manca il Bluetooth 5.0, così come NFC e GPS/A-GPS/GLONASS/BeiDou/Galileo, tutti ben funzionanti.

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Autonomia

Concludiamo parlando di batteria, visto che all’interno di Razer Phone 2 c’è di nuovo un’abbondante 4000 mAh, in grado di portarci a sera senza grossi patemi con circa 5/6 ore di display attivo. Switchando a 60/90 Hz si nota un aumento della batteria, anche se non miracoloso, ma personalmente reputo che non godersi i 120 Hz significa non sfruttare il telefono come si deve. Tuttalpiù potete tenerlo a 90 Hz per avere il miglior compromesso autonomia/fluidità.

La batteria supporta la ricarica rapida Quick Charge 4 a 12V 2A, con cui ricaricarlo dallo 0% al 100% in circa 70 minuti. All’occorrenza c’è anche il supporto alla ricarica wireless Qi.

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Conclusioni e prezzo

Se con il primo modello i tempi non erano ancora maturi, allo stato attuale risulta difficile consigliare caldamente Razer Phone 2, anche in virtù di un prezzo di 849€ che difficilmente calerà. Dal punto di vista del gaming l’unico vantaggio che non si trova sulla concorrenza è lo schermo a 120 Hz (ROG Phone arriva a 90 Hz), mentre gli speaker stereo iniziano ad essere decisamente più diffusi. E se per un gamer i pro non sono poi così tanti, la cosa peggiora per un’utenza più generalista, che difficilmente spenderà una cifra del genere per un telefono ergonomicamente impegnativo e con una fotocamera nella media.

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Ultimo aggiornamento il 15/07/2019 07:35

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