Recensione ASUS ROG Phone: il vero gaming phone a tutto tondo

Dopo aver provato Razer Phone e Black Shark, adesso è arrivato il turno dell’ASUS ROG Phone. Se inizialmente la categoria degli smartphone da gaming era alquanto ambigua, con questo dispositivo ASUS è voluta entrare di prepotenza nel settore, convincendo sin da subito. A differenza dei competitors, infatti, siamo di fronte ad un dispositivo creato con criterio e cognizione di cosa significhi la parola “gaming“. Ma scopriamone di più in questa recensione.

Recensione ASUS ROG Phone

Unboxing

All’interno della confezione troviamo la seguente dotazione:

  • ASUS ROG Phone;
  • ventola di raffreddamento;
  • caricatore da 30W;
  • cavo USB Type-C in tessuto;
  • spilletta per lo slot SIM;
  • manualistica.

Design e qualità costruttiva

Se dico che ASUS ROG Phone è stato concepito con un’idea ben chiara in mente, il motivo è presto detto. Basta impugnarlo e soffermarsi sui dettagli per constatare la cura che ASUS ha risposto nella sua realizzazione. È uno smartphone impegnativo, comunque, a partire dalle dimensioni: 158.83 x 76.16 x 8.3 mm per un peso di 200 g, anche se è presente comunque una modalità ad 1 mano.

Peso che aumenta ulteriormente a circa 245 g una volta attaccata la ventolina (di cui parleremo più avanti). Senza considerare il frame laterale abbastanza scivoloso, dato anche che in confezione manca una cover. Ma coprirlo sarebbe stato forse un sacrilegio, vista la più che apprezzabile estetica utilizzata. Il telefono è certificato IPX4, ma vi sconsiglio caldamente di immergerlo in acqua, dato che non è prevista garanzia sui danni da liquidi.

Il retro del ROG Phone è forse uno degli aspetti più particolari che abbia mai visto su un telefono. Il retro in vetro Gorilla Glass si unisce alla sezione in plastica con tanto di griglie metalliche, il tutto decorato da linee sci-fi che ne sottolineano le fattezze spigolose ma al contempo sinuose. Un vetro che, fra l’altro, si è dimostrato piuttosto oleofobico.

Il particolare arancione si ricollega alle griglie degli speaker frontali, in un connubio veramente piacevole. Senza dimenticarci, poi, del logo Republic of Gamer sulla back cover (si illumina pure!). C’è chi potrebbe affermare che non si tratti di uno smartphone “per tutti”, e potrei anche essere d’accordo. Tuttavia, visto il target a cui punta, definirlo un prodotto “per tutti” lo trovo errato.

Per quanto riguarda la metodologia di sblocco, il lettore d’impronte posteriore non si raggiunge benissimo, dato che è un po’ alto come posizionamento. Ma comunque sblocca velocemente e può essere usato anche per tirare giù la tendina delle notifiche. Altrimenti si può sbloccare con il riconoscimento facciale, non efficacissimo al buio ma rapido in situazioni diurne. Da segnalare la presenza in un LED di notifica ben visibile.

recensione asus rog phone

Display

Abituati agli standard moderni, il frontale di ASUS ROG Phone lascia un po’ interdetti, soprattutto a chi, come me, ha maneggiato diversi telefoni full screen. Qua abbiamo delle abbondanti cornici sopra e sotto ma che ospitano degli speaker stereo, pertanto è una scelta scusabile. Nel mezzo troviamo un pannello AMOLED da 6″ Full HD+ (2160 x 1080 pixel) in 18:9, con caratteristiche ideali per tutti i giocatori (e non solo).

Similarmente al Razer Phone, il pannello ha un refresh rate a 90 Hz con un tempo di risposta di solo 1 ms. Ciò significa che, nei giochi supportati, si gode di un frame rate più elevato, consentendo anche prestazioni migliori in titoli come PUBG dove una minor latenza delle immagini può significare un’uccisione più rapida nei titoli fps come PUBG, Fortnite e simili.

Ma più in generale questa estrema fluidità si ritrova nell’utilizzo quotidiano, nello scorrere i menu, la home e le varie app installate. Certo, non stiamo parlando dei 120 Hz del Razer Phone che, però, consumano anche di più lato batteria. La stessa tecnologia AMOLED contribuisce a tenere i consumi più contenuti, oltre che a permettere la presenza dell’Always-on, il quale sfortunatamente non mostra le notifiche delle app. E grazie al tema Scuro si può godere maggiormente di questa tecnologia.

Parlando di qualità visiva, la prima cosa che si nota è l’elevata luminosità dello schermo, con un’ottima leggibilità sotto il sole, grazie all’alto livello di contrasto. Quanto a riproduzione cromatica, non si toccano le eccellenze dei flagship Samsung, con una vivacità a volte un po’ eccessiva per alcuni colori. Ma dalle impostazioni è comunque scegliere fra 3 presets nella modalità Colore, oltre che tarare tonalità, saturazione e temperatura del colore. Non mi ha granché convinto la modalità HDR Display, che si attiva in modalità landscape e rende tutto un po’ troppo contrastato e tendente al giallognolo.

Hardware e gaming

Se all’inizio ho definito “ambigua” la categoria degli smartphone da gaming, è perché solitamente si tratta soltanto di prendere un top di gamma, aggiungerci qualche features software di poco conto e un’estetica atipica. Bene, non è questo il caso di ASUS ROG Phone che, tanto per iniziare, offre uno Snapdragon 845 overclockato in grado di arrivare fino a 2.96 GHz. La CPU octa-core è affiancata dalla GPU Adreno 630, 8 GB di RAM LPDDR4X e, in questa versione, 128 GB di storage UFS 2.1 (107 GB disponibili).

Se già di per sé questa configurazione, unita al display a 90 Hz, permette prestazioni elevate nell’utilizzo di tutti i giorni, per il gaming possiamo ricorrere alla cosiddetta modalità X. Attivandola si accede a Game Center, un pannello avanzato da cui gestire le varie funzionalità gaming. La schermata ci fornisce dati interessanti, come temperatura e clock di CPU e GPU in tempo reale. È possibile settare profili di gioco personalizzati per ogni gioco, scegliendo anche la frequenza massima della CPU da raggiungere durante l’esecuzione, se farlo girare a 60 o 90 Hz, se attivare l’anti-aliasing e se bloccare o meno le notifiche.

Da qui si gestisce anche l’illuminazione Aura con cui scegliere colore, luminosità e velocità dei led RGB nel logo sulla back cover. Ultima ma non ultima, da Game Center si può gestire anche la ventola di dissipazione AeroActive Cooler, decidendo a che velocità settarla. Questa è possibile agganciarla lateralmente tramite la doppia porta USB Type-C nascosta lateralmente da un gommino. Fra l’altro, ci sono 2 gommini sostitutivi in confezione, nel caso lo perdessimo, anche se è un po’ difficile da togliere (e da perdere, quindi).

Oltre ad abbassare di circa 3/4° C la temperature operativa in fase di gaming intenso, l’accessorio integra anche una porta USB Type-C e l’ingresso mini-jack. Così facendo possiamo giocare agevolmente anche con le cuffie e tenendo il telefono in carica, senza cavi laterali che darebbero maggiormente fastidio. Inoltre, il logo RGB è anche sulla ventola, in modo da rimanere tamarri anche in questa modalità. Ci sono poi vari altri accessori veramente interessanti (ma anche costosi) da abbinare, ma sono da acquistare a parte.

Molto utile è l’opzione Game Genie, una barra in-game che ci mostra in tempo reale gli FPS , la percentuale di utilizzo di CPU e GPU, la temperatura interna e l’andamento della batteria. Con Game Genie è anche possibile effettuare live su YouTube e Twitch, potendo sfruttare la selfie camera per riprendersi mentre si gioca. Ma non solo: si possono persino creare Macro registrando le azioni a display e ripetendole in automatico (anche se è un po’ come barare, per certi versi).

E se tutto ciò non vi bastasse, sul frame laterale è integrata la tecnologia AirTriggers, ovvero dei tasti “virtuali” da abbinare ai classici tasti a schermo. Similarmente ai flagship Google ed HTC e la loro funzione Squeeze, anche qua il perimetro metallico del telefono è sensibile alla pressione. Pressione che può essere regolata ed abbinata, a seconda se breve o prolungata, a funzioni o app come Google Assistant, screenshot e così via. In fase gaming, invece, è come avere due tasti dorsali non fisici ma comunque ben reattivi al tocco e, quindi, utilizzabili in-game. Giocando a PUBG, per esempio, li ho impostati come tasto di sparo, in modo da avere il display libero da ulteriori tasti.

Detto tutto ciò, le performance in fase gaming sono di categoria superiore. Non tanto per le prestazioni in sé, che sono ovviamente ottime, quanto soprattutto per il refresh rate dato dal pannello a 90 Hz. Impostando dettagli massimi con PUBG si gira sempre attorno ai 40/41 fps, mentre con i giochi più casual ci si aggira attorno ai 90 fps. L’unico appunto da fare sono le temperature, mai eccessive, ma il telefono comunque scalda un po’: in tal caso, basta attaccare la ventola. Insomma, è difficile chiedere di meglio, vista la quantità di features hardware e software che ASUS ha messo in gioco con questo ROG Phone.

Benchmark

Software

Pur essendo uscito ad ottobre 2018, ASUS ROG Phone arriva con Android 8.1 Oreo, ma l’aggiornamento ad Android 9 Pie dovrebbe arrivare nel corso delle prossime settimane. Meno convincenti le patch di sicurezza, ancora ferme a giugno 2018. Detto questo, la ROG UI riprende i classici stilemi delle UI da gaming, con un look tamarro quanto basta. Seppur sia fatta bene, non sono un grande estimatore di questa tipologia di UI, ma non preoccupatevi: è possibile utilizzare anche icon pack di terze parti.

È un’interfaccia che permette diverse personalizzazioni, fra cui scegliere se avere o meno il drawer, modificare la griglia delle icone, modificare il font ed il colore di quello delle icone, scegliere fra gli effetti di scorrimento della home ed altro ancora. Non mancano i Temi, con cui sbizzarrirsi sulla customizzazione grafica. Messa da parte la verve tamarra, ci si accorge come l’interfaccia di ASUS non sia radicalmente diversa da Android standard. Non ci sono app doppie (a parte Galleria e Google Foto) e le poche app aggiunte riguardano principalmente la gestione del sistema e del comparto gaming.

Con l’app ASUS Data Transfer si possono trasferire i dati dal vecchio telefono, così come c’è la possibilità di nascondere e bloccare le app per avere più privacy. Ci sarebbero anche le Twin Apps per sdoppiare i social, ma non sembrano funzionare. E nel menu delle Funzioni AI troviamo diverse funzioni, come OptiFlex (avvio più veloce delle app più usate), AI Carica (ottimizza i tempi di ricarica in base alle proprie abitudini) e AI Suoneria (regola il volume in base al rumore ambientale).

Due cose da segnalare: come per tutti i più recenti flagship, anche ROG Phone ha le gestures full screen, diverse e decisamente comode. Con uno swipe dal centro si torna alla Home, dalla destra si torna indietro e dalla sinistra si vedono le app in background. La comodità è che tenendo premuto dopo lo swipe si può switchare al volo fra una delle 3 gestures, evitando così swipe errati. L’altra cosa da segnalare è il motorino per la vibrazione, dal feedback molto soddisfacente (forse il migliore che abbia mai provato) ma con un piccolo bug. Non è frequente, anzi, ma è capitato che alla ricezione di una notifica la vibrazione si impallasse e continuasse a vibrare per circa 5 secondi di fila.

Qualità foto/video

Solitamente quando si parla di smartphone da gaming la qualità fotografica non è certo il fattore preponderante. Ma sulla carta ASUS ROG Phone non ha niente da invidiare ai competitors, proponendo un sensore principale Sony IMX363 da 12 mega-pixel con apertura f/1.7, dimensioni di 1/2.55″, pixel da 1.4 µm, autofocus PDAF e stabilizzazione OIS. Questo è affiancato da un sensore grandangolare da 8 mega-pixel con FOV da 120°, apertura f/2.0 e fuoco fisso.

La resa fotografica generale si è rivelata all’altezza delle aspettative, con scatti quasi sempre convincenti e quasi mai da scartare. Lo stesso si può dire delle foto con grandangolo, dalla visuale ampia ma non troppo distorta. Rispetto al sensore principale si nota una gamma cromatica meno fedele, meno dettagli ed un impastamento in fase notturna, ma comunque le immagini sono il più delle volte più che buone. Tornando al sensore principale, si apprezza un certo livello di dettaglio, così come un HDR efficace ed un range dinamico abbastanza ampio e mai piatto. I contrasti a volte sono un po’ accentuati, ma nulla di veramente fastidioso. Anche in notturna i risultati sono molto buoni, con una luminosità adeguata ed una riproduzione cromatica che non va peggiorando. Non manca l’effetto Bokeh via software, con foto molto ben realizzate come scontornamento e effetto di profondità.

Un pelo meno convincente è la selfie camera da 8 mega-pixel f/2.0 che, se di giorno riesce ad immortalare bene i soggetti, di notte perde di efficacia. Ma ho apprezzato anche in questo caso la modalità Bokeh, con un buon scontornamento sia di giorno che di notte.

Samples a dimensioni originali (Google Drive)

I video possono essere girati in 4K e Full HD a 30/60 fps. Le clip catturate sono buone ma non eccellono nella categoria, soprattutto per quanto riguarda la stabilizzazione. In 4K a 60 fps interviene solamente quella OIS, mentre scendendo a 30 fps anche quella EIS. In entrambi i casi, comunque, si nota un certo tremolio delle immagini. Per quanto riguarda colori e dettagli, invece, la qualità è migliore di giorno, mentre di notte è visibile del rumore video nelle zone più difficoltose.

Connettività e audio

Molto buono il reparto connettività, con una ricezione e qualità del segnale al top sia sotto 4G LTE Cat.13/18 che Wi-Fi ac Dual Band. Idem per quanto riguarda il supporto Bluetooth 5.0 e sotto navigazione GPS, senza alcun problema durante l’utilizzo. C’è poi l’NFC e – strano ma vero – la Radio FM: sì, perché ASUS ROG Phone è uno dei pochi baluardi che integra l’ingresso mini-jack, con una qualità audio più che soddisfacente.

E a proposito di audio, gli speaker stereo di ASUS ROG Phone sono un’altra ottima aggiunta al comparto. Supportati da un amplificatore  NXP9874, sono in grado di fornire un output dal volume alto, definito ed il giusto corposo in quanto a frequenze. Questo grazie anche al supporto DTS:X Ultra 1.0 e DTS Headphone:X 7.1 per un suono surround in cuffia. Ottima anche la qualità in chiamata, sia in entrata che in uscita.

Autonomia

Concludiamo con un aspetto che mi ha convinto a metà, ovvero la durata della batteria. Pur essendo una capiente 4000 mAh, sono sempre arrivato a sera con 4/5 ore di display, anche con giornate dove l’utilizzo era normalizzato, con poco gaming o addirittura nullo. Sicuramente il refresh rate più elevato della norma gioca in sfavore da questo punto di vista.

Qua il parere può essere soggettivo: personalmente preferisco avere un’esperienza più fluida e un po’ meno batteria. Comunque potete abbassare a 60 Hz e guadagnare qualche minuto in più. La ricarica avviene tramite il caricatore HyperCharge a 30W ed impiega circa 1 ora e 40 minuti per arrivare dallo 0% al 100%. Assente, invece, la ricarica wireless.

Conclusioni e prezzo

Se state cercando il vero smartphone da gaming, ASUS ROG Phone è la scelta che fa al caso vostro. Soprattutto dopo aver provato il display a 90 Hz, da cui è difficile tornare indietro (e lo noterete subito). Pur non essendo troppo tamarro, è un prodotto difficile ergonomicamente parlando, dato che è grosso e scivoloso. Ma è al contempo uno smartphone che fa tutto bene, senza falle di alcun tipo, ma che soprattutto è contornato da un ecosistema di accessori che non potete trovare altrove.

ASUS ROG Phone è acquistabile da GearBest a 708€ utilizzando il coupon “GBMPOI8“. È la variante internazionale con banda 20 e no dogana con la spedizione “Priority Line”.


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