Dopo il giro di vite alle app crackate – che ha causato la sospensione e la cancellazione di tantissimi account che utilizzavano software modificati – si ritorna a parlare di Spotify e degli utenti che provano ad aggirare le restrizioni imposte dalla versione Free. L’azienda svedese ha aggiornato i Termini di utilizzo del servizio specificando alcune contromisure per chi prova ad eludere gli AD.

Spotify contro il blocco degli annunci pubblicitari: ban per chi prova ad eludere gli AD

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Secondo i nuovi termini “l’elusione o il blocco degli annunci pubblicitari nel servizio Spotify, o la creazione e la distribuzione di strumenti progettati per bloccare la pubblicità” comportano la sospensione del proprio account. Ovviamente, nei casi più gravi si procederà con il ban permanente del profilo dell’utente incriminato.

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Già da diverso tempo l’azienda sta monitorando l’utilizzo del servizio in modo da individuare la possibile manipolazione della piattaforma. Ed ora è tempo di agire e le nuove norme entreranno in vigore dal prossimo 1 marzo.

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Com’è facile intuire, Spotify ha preso molto sul serio il blocco delle pubblicità e di conseguenza ha messo al bando qualsiasi tool o servizio che permette di eludere gli AD; quasi sicuramente questo vale anche per software come ADAway, che permette il blocco di tutti gli annunci in arrivo su un dispositivo mobile (a patto che si abbiano i permessi di root attivi).

Quindi, anche se avete un’app “legale”, qualsiasi metodo esterno che andrà a mettere le mani sulle pubblicità è da considerarsi a rischio.


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