È un tema ricorrente, per quanto riguarda la sicurezza nazionale degli USA, quello dell’accesso da parte delle forze dell’ordine agli smartphone di persone indagate o accusate di reati. Un accesso negato a più riprese da produttori come Apple per i suoi iPhone ma che, con l’evolversi della tecnologia, la polizia ha potuto comunque effettuare grazie ad una scorciatoia.

Le autorità USA accedono agli iPhone grazie alle impronte digitali delle persone decedute

Apple touchID

Un questione, quella dell’accesso agli smartphone per facilitare le indagini, sollevata a seguito della strage di San Bernardino risalente al 2015. La polizia chiese ad Apple di consentire loro di analizzare i contenuti degli iPhone dei terroristi, permesso che l’azienda di Cupertino negò categoricamente. La questione sollevò non poche polemiche, andando a lambire tematiche delicate con quelle relative al diritto alla privacy. Tuttavia, con l’evolversi della tecnologia, le autorità hanno trovato un scorciatoia per accedere agli smartphone.

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L’accesso con codice è stato infatti man mano sostituito con il più rapido e comodo accesso con le impronte digitali. Su quale sistema fosse più sicuro se ne era dibattuto abbondantemente quando il Touch ID di Apple iniziò a prendere piede. Il caso limite in cui il protocollo di sicurezza tramite impronta risulta sicuramente inefficace è quando le persone proprietarie del device  sono prive della capacità di agire (svenute, addormentate) oppure sono morte.

Se nella prima evenienza accedere agli smartphone poggiando il dito del proprietario incosciente sul sensore è un reato, essendo lesivo del diritto alla privacy, nel secondo caso no. Tale diritto viene a decadere per le persone decedute, almeno secondo la legge americana. Diverse fonti (che sono volute rimanere anonime) hanno ammesso che la polizia di New York e dell’Ohio sta effettuando questo tipo di accesso: una pratica comune e legale. Questo avviene soprattutto con i dispositivi di persone decedute per overdose. In questi casi riuscire a ripercorrere gli ultimi movimenti delle vittime potrebbe essere fondamentale per rintracciare gli spacciatori.


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