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Spotify produrrà un proprio smart speaker per contrastare l’HomePod

Dopo le voci circa la futura presentazione da parte di Facebook di Portal, il primo smart speaker dell’azienda, è notizia di oggi che anche Spotify potrebbe seguire la medesima strada. Diversi indizi suggeriscono che anche l’azienda svedese avrebbe messo in programma la produzione di uno smart speaker, in grado di “definire la categoria“, al fine di contrastare la concorrenza dell’Apple HomePod.

Spotify cerca forza lavoro per creare il suo primo smart speaker e pestare i piedi all’HomePod

apple music

 

Sono proprio gli annunci di lavoro apparsi nel sito ufficiale dell’azienda, a suggerire che qualcosa bolle in pentola. Spotify è infatti alla ricerca di operation manager, senior product manager: hardware production e project manager: hardware production and engineering. Tutte posizioni lavorative che sembrano andare a comporre una linea di produzione: dalla progettazione del dispositivo, alla messa in commercio.

Purtroppo è impossibile, al momento, fare una stima delle tempistiche, dato che il progetto risulta ancora in fase embrionale. La mossa di Spotify sarebbe, in realtà, una contromossa atta a limitare la pericolosa concorrenza che Apple sta generando grazie al suo HomePod. Lo smart speaker di Cupertino è, infatti, in grado di funzionare, tramite comandi vocali, unicamente con Apple Music. Questo da un lato costituisce un grande limite in termini di fruibilità a 360° del prodotto. Tuttavia, dall’altro, potrebbe spingere coloro che sono interessati all’hardware, ad abbonarsi alla piattaforma audio di Cupertino.

Alcune stime prevedono che negli USA, entro giugno, il servizio di streaming musicale di Apple conterà più abbonati di Spotify. Proprio per questa ragione, l’azienda di Stoccolma avrebbe deciso di prendere delle contromisure. Il suo speaker intelligente potrebbe essere animato sia da Google Assistant che da Alexa. Ad ogni modo, Spotify continuerà a fornire il proprio servizio anche agli smart speaker e alle aziende che attualmente ne fanno uso, come Sonos, Google Home, Amazon Echo, BMW e Playstation.


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