recensione pamu slide

Recensione Pamu Slide: si alza l’asticella

Nel sempre più agguerrito panorama delle cuffie true wireless, tempo fa vi abbiamo parlato delle Pamu Scroll, opzioni piuttosto valida nel settore. Un progetto che riscosse molto successo (più di 4 milioni di dollari) su Indiegogo, piattaforma di crowdfunding su cui adesso debuttano le nuove Pamu Slide. Padmate torna così alla ribalta in questo segmento di mercato, cercando di alzare ulteriormente l’asticella. Ci sarà riuscita?

Recensione Pamu Slide

Unboxing

Nulla di particolare all’interno della scatola delle Pamu Slide. Al suo interno troviamo, quindi, cuffie e dock di trasporto, oltre a 2 paia di gommini di ricambio, un cavo di ricarica USB Type-C e relativa manualistica.

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Design e qualità costruttiva

Rispetto alle Scroll, per le Pamu Slide è stato adottato tutt’altro stile, sia per le cuffie che per la dock. Pur essendo sempre in-ear, qua non abbiamo più una forma “capsuloide”, dato che è stato implementata una stecchetta che ricalca le linee settate dalle AirPods. Fra l’altro c’è anche una certa somiglianza con le TicPods Free, dalle quali si differenzia per la certificazione IPX6. Ciò non significa che possiate farci il bagno assieme, ma non temono pioggia o situazioni simili. Tecnicamente dovrebbero essere in grado di resistere sotto la doccia, ma vi sconsiglio di provare.

Le Pamu Slide sono cuffie di tipo in-ear, appunto, e già questo le rende molto salde una volta indossate. Oltre a ciò, Padmate ha pensato di rivestirle con una guaina in silicone che, a contatto con il padiglione auricolare, conferisce ancora più stabilità. Pertanto risultano sempre ben ferme nel loro alloggiamento, anche andando a correre con loro. Su di esse c’è anche un LED di stato, che si illumina di rosso quando sono in carica e si spegne una volta cariche. Quello che non ho ben capito è il perché, da accese, debba lampeggiare di bianco ogni 5 secondi. È un dettaglio probabilmente ininfluente, ma se magari ci si trova al buio potrebbe risultare fastidioso per chi ci sta accanto.

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Come dicevo, anche la dock è stata drasticamente cambiata dalle Scroll. Adesso abbiamo un guscio ben più invasivo, sia nel peso (135 g) che nelle dimensioni (7 x 4 cm). Rispetto ad una solita dock per cuffie TWS quella delle Pamu Slide è grossa praticamente il doppio, risultando non molto tascabile. Oltre alla particolare apertura a scorrimento, da cui deriva il nome, sulla parte superiore c’è una copertura in tessuto. Una soluzione appagante alla vista ma che alla lunga potrebbe accumulare sporco e potenzialmente rovinarsi. E lo sportellino che scorre ha un po’ di gioco, non restituendo un’estrema sensazione di solidità ma neanche fragilità.

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Connettività, controlli e chiamate

Così come per le Pamu Scroll, anche le Pamu Slide godono del più recente standard Bluetooth 5.0, non avendo così nessun lag durante la riproduzione video. Ma la vera novità sta nell’implementazione del chipset Qualcomm QCC3020. Ciò fa sì che sia supportato il codec aptX, con un bitrate massimo di 352 kbps ed un lag molto basso.

Un aspetto sempre cruciale quando si tratta di cuffie TWS è quello dei comandi touch. Innanzitutto l’area di tocco è soltanto quella superiore, pertanto è possibile sistemarsi le cuffie toccando le asticelle senza avere tocchi involontari. Inoltre, le Pamu Slide hanno tutti i comandi che si possano desiderare, come potete vedere nell’infografica qua sotto. Manca di un comando per poterle spegnere, ma basta disconnetterle dal dispositivo connesso e, dopo qualche secondo, una voce ci confermerà il loro spegnimento automatico.

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Per quanto riguarda le telefonate, si gode di audio stereo con un buon volume ed è possibile usare una sola cuffia (sia destra che sinistra). L’audio catturato dai microfoni è un po’ ovattato, complice il sistema di riduzione del rumore che castra bene i rumori di sottofondo. Fortunatamente il volume dei microfoni è abbastanza alto e quindi non si hanno problemi con l’interlocutore.

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Qualità audio

Premetto che uno dei “malus” delle Pamu Slide è la totale (o quasi) assenza di specifiche tecniche riportate, almeno ad oggi. Ciò significa che non ho la più pallida idea delle caratteristiche relative al comparto audio di queste cuffie. “E chissene“, potrebbe dire qualcuno. Fatto sta che le Pamu Slide suonano molto bene, per quanto siano cuffie non bilanciatissime. È evidente sin da subito che ci sia una certa propensione a tenere le frequenze basse ben presenti, per quanto non risultino troppo soffocanti nei confronti di medio ed alte. Ho gradito non poco il calore del suono riprodotto, con una pasta che cerca di avvicinarsi alle cuffie di fascia alta, quasi riuscendoci.

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Autonomia

L’aspetto negativo legato alle dimensioni della dock diventa positivo quando si parla di longevità. Al suo interno, infatti, non soltanto c’è una batteria da 2000 mAh, ma anche con supporto alla ricarica wireless. Non per le cuffie ma per dispositivi compatibili, diventando una vera e propria powerbank wireless: basta premere due volte il tasto posteriore per attivare/disattivare tale feature.

Ovviamente, tolto questo aspetto, la 2000 mAh contenuta nella dock permette di dare alle cuffie circa 5 cicli di ricarica. Ciò significa che all’interno delle stesse, per quanto non specificato, dovrebbe esserci una 200 mAh l’una. Una capienza niente male, considerato che permette di avere una durata che, ogni ciclo, si attesta sulle 10 ore anche abbondanti (a seconda del volume utilizzato).

Conclusioni e prezzo

A partire dal 5 giugno, le Pamu Slide saranno acquistabili ad un prezzo che, sconti alla mano, si attesta sui 49 dollari. Un prezzo che le rende decisamente invitanti, soprattutto se si è alla ricerca di un paio di cuffie true wireless dall’autonomia esagerata, oltre che dalla qualità audio

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