Grazie al nuovo DJI Osmo Pocket l’azienda cinese ha creato una nuova fetta di mercato e un nuovo prodotto che fino ad ora non eravamo ancora riusciti a vedere. Infatti, grazie a questo dispositivo si è unita la compattezza e la comodità di una action cam con l’efficienza e la professionalità di un gimbal. Parliamo dunque di una novità sotto molti punti di vista che potrebbe portare a delle vere e proprie rivoluzioni all’interno del settore.

Non perdiamoci in ulteriori chiacchiere e scopriamo insieme nella nostra recensione come si sarà comportato questo DJI Osmo Pocket durante i vari test!

Recensione DJI Osmo Pocket

Unboxing

La confezione di vendita è compatta proprio come il prodotto stesso ed al suo interno troviamo la seguente dotazione:

  • DJI Osmo Pocket;
  • cavo per la ricarica USB – USB Type-C;
  • connettori USB Type-C e lightning;
  • laccio da polso;
  • custodia rigida;
  • manuale delle istruzioni.

DJI Osmo Pocket

Design e costruzione

Il DJI Osmo Pocket è un dispositivo estremamente compatto, infatti, ha le dimensioni di 121.9 x 36.9 x 28.6 millimetri per un peso di soli 116 grammi. Personalmente non mi aspettavo che fosse così piccolo e una volta tirato fuori dalla scatola sono rimasto decisamente sorpreso. Riuscirete a metterlo in tasca senza problemi, ma soprattutto senza sentirne il peso.

DJI Osmo Pocket

Anche sotto il punto del design mi è piaciuto molto, in quanto possiede un look semplice e minimal. La costruzione è molto solida e sulla parte frontale troviamo un LED di stato, i pin per i connettori USB Type-C e lightning, il primo microfono, il tasto REC e il tasto funzione, mentre inferiormente è presente l’ingresso USB Type-C per la ricarica ed il secondo microfono. L’ingresso per la microSD è situato sul lato sinistro e sono supportate le memorie fino a 256 GB.

Il display touch è piccolino, ma non potevamo pretendere di più viste le dimensioni generali e tutto sommato è più che sufficiente per dei vlog e per vedere cosa stiamo riprendendo. Tramite le impostazioni possiamo selezionare 3 intensità di luminosità e sotto la luce del sole la visibilità è buona. Infine, possiamo anche decidere se lasciare il viewfinder in questo formato o i 16:9.

DJI Osmo Pocket

Probabilmente avrete capito, inoltre, che non è presente l’attacco a vite 1/4″ per il treppiede, ma sarà necessario acquistare un apposito accessorio. Allo stesso modo, per poter regolare manualmente l’inquadratura della camera (senza utilizzare lo smartphone) dovremo comperare un altro accessorio dal costo di 59 euro, in quanto dal display potremo gestire solo l’asse verticale.

Connettività

Sarà possibile fare quanto detto precedentemente anche dal vostro smartphone, ma per connettere i due dispositivi dovrete inserire il relativo connettore al DJI Osmo Pocket e collegarli manualmente. Tutto ciò risulta essere abbastanza ingombrante perché ci troveremo a sorreggere sia il telefono che la camera, perdendo un po’ il senso di portabilità per il quale è nato questo prodotto.

 

Infatti, abbiamo a bordo non abbiamo né il Wi-Fi, né il Bluetooth, ma attraverso un modulo esterno (dal costo di 59 euro) sarà possibile implementare anche queste due funzionalità, senza la necessità di collegare fisicamente i due dispositivi ogni volta.

Tuttavia, ci tengo a chiarire che potremo svolgere tutte le operazioni anche senza smartphone, il quale sarà necessario solo per aggiornare il firmware del DJI Osmo Pocket e per la modalità “Story” che vedremo successivamente.

Per quanto riguarda la prima configurazione, questa è molto semplice in quanto sarà necessario scaricare sul vostro smartphone (che sia Android o iOS) l’app DJI Mimo, collegare il telefono al DJI Osmo Pocket ed eseguire tutte le informazioni che ci vengono richieste.

Fotocamera

Per quanto riguarda le specifiche tecniche, ve le lascio elencate qui in seguito:

  • Sensore CMOS da 1/2.3″ a 12 mega-pixel e apertura f/2.0;
  • grandangolo di 80°;
  • risoluzione video: 4K a 25/30/50/60 FPS, Full HD a 25/30/50/60 FPS;
  • slow motion in Full HD a 120 FPS;
  • Pan da – 230° a + 50°;
  • Tilt da – 95° a 50°;
  • Roll ±45°.

Partiamo subito dalla stabilizzazione, la quale mi ha sorpreso positivamente per la sua bontà, in quanto anche in situazioni movimentate e con illuminazione un po’ più scarsa è riuscita ad andare ben oltre la sufficienza (nel secondo caso anche con pochi artefatti). Vi consiglio di girare sempre a 60 FPS per avere un filmato più fluido in caso facciate dei movimenti rapidi di tilt, pan e roll.

DJI Osmo Pocket

Proprio per quanto riguarda questo aspetto, possiamo utilizzare il DJI Osmo Pocket come il più classico dei gimbal, ovvero in modalità FVP, Follow e Tilt Locked. Inoltre, è presente anche il face tracking che seguirà i volti rilevati nell’inquadratura. Questo funziona molto bene e perde il tracciamento solo se si effettuano dei movimenti bruschi alternati a cambi di luminosità improvvisa.

La qualità generale delle foto e delle riprese è molto buona e sono rimasto anche piacevolmente sorpreso del bokeh durante le riprese in facciale dal momento che mi aspettavo un’inquadratura piuttosto piatta, tipica delle action cam. Nonostante le dimensioni del sensore, quindi, questo si comporta piuttosto bene grazie ad una buona definizione e dei colori fedeli. La gestione delle luci è abbastanza buona, ma l’unico piccolo problemino l’ho trovato nella messa a fuoco quando si sta registrando e si passa dall’inquadratura “panoramica” a quella facciale, in quanto l’autofocus agisce lentamente, a meno che non si mette a fuoco manualmente (con un “tap” tramite il display).

In condizioni di scarsa illuminazione il rumore digitale aumenta sensibilmente, ma non potevamo aspettarci di più visto il sensore utilizzato. Per un uso amatoriale devo dire che alla fine può andare più che bene.

L’audio catturato dai due microfoni è buono, non c’è bisogno di urlare anche se intorno a noi c’è del caos. Provandolo in un paio di situazioni con molto vento devo ammettere che questo si sente, ma non disturba in maniera compromettente il filmato (calcolate che le condizioni erano estreme).

Buono lo slow motion in Full HD a 120 FPS e il timelapse che presenta anche la funzione aggiuntiva del Motionlapse, attraverso la quale potremmo effettuare un timelapse con camera in movimento sull’asse orizzontale semplicemente impostando un punto iniziale ed uno finale.

Presente infine la modalità Panoramica che può essere effettuata sia a 180° (come le classiche panoramiche) che in 3×3, ovvero verranno scattate 9 foto che ne andranno a comporre una più ampia come se fosse una fotocamera grandangolare.

Software e funzionamento

Per selezionare le varie funzionalità e per muoverci all’interno dell’interfaccia tramite il display da 1 pollice dovremmo effettuare una serie di swipe. Effettuando uno swipe verso sinistra dalla schermata di base si accede alle diverse modalità (video, foto, slow-mo, timelapse, pano), verso destra si apre la galleria, verso l’alto e verso il basso si accede alle impostazioni.

Per quanto riguarda i tasti fisici, invece, premendo il tasto funzione una volta si passerà dalla modalità foto a quella video e viceversa, premendolo due volte velocemente si andrà a centrare di nuovo l’obiettivo, mentre premendolo tre volte la camera ruoterà passando dall’inquadratura “panoramica” a quella “selfie”.

Collegando il DJI Osmo Pocket al telefono potremo effettuare le stesse funzioni, con l’aggiunta della modalità “Story” che ci permetterà di creare dei piccoli video montati automaticamente per la condivisione sui social. Inoltre, si potrà fare l’aggiornamento firmware del dispositivo e selezionare l’impostazione che ci permette di scattare fotografie in RAW.

 

La connessione tra i due rimane piuttosto salda, seppur qualche volta l’ho vista disconnettersi, il più delle volte a causa dello stand-by del DJI Osmo Pocket. Su Android comunque l’app è ottimizzata discretamente, seppur ci sarebbero ancora delle migliorie da apportare per garantire una connessione più stabile.

Autonomia

Sotto la scocca del DJI Osmo Pocket troviamo una batteria da 875 mAh, la quale ci garantisce tutto sommato una buona autonomia. Infatti, il dispositivo riesce a reggere poco più di due ore di fila se registriamo in Full HD, mentre in 4K raggiungiamo i 60 minuti circa. Qualora lo utilizziate in maniera sporadica (tra i 10 e i 20 minuti al giorno) allora riuscirete anche a raggiungere una settimana senza ricarica.

Per quanto riguarda quest’ultima ci vogliono circa 1 ora e mezza per portare il dispositivo dallo 0 al 100%.

Conclusioni

Tirare le somme per il DJI Osmo Pocket non è affatto facile perché bisogna considerare che è il primo nel suo genere e di conseguenza è difficile fare una valutazione anche sul prezzo. Quello che è sicuro è che ci troviamo davanti ad prodotto diverso rispetto ad un’action cam, la quale è consigliata per un uso sportivo e non tanto per il vlogging.

Personalmente ho in testa l’idea che questa camera sia nata proprio per questo intento e per gli YouTubers visto l’estrema versatilità e la possibilità di ruotare a proprio piacimento l’obiettivo. Seppur questo DJI Osmo Pocket sia un buon device, non è in grado di sostituire la qualità di una mirrorless, per questo i professionisti difficilmente la useranno per dei progetti importanti. Allo stesso tempo, i 359 euro di listino che servono per portarla a casa (che diventano circa 270€ grazie ai nostri coupon di Banggood) potrebbero essere troppi per gli amatori o per un utilizzo amatoriale, soprattutto se si pensa che acquistare gli accessori aggiuntivi potrebbe essere molto costoso.

Ovviamente, il DJI Osmo Pocket è il primo nel suo genere e quindi è normale che il prezzo di base sia alto, probabilmente in futuro riusciremo a vedere altri prodotti del genere a cifre più economiche.

In conclusione penso che questo sia un ottimo dispositivo da utilizzare per il vlogging dal momento che la comodità di portarlo con sé è incomparabile, ma vi consiglio di aspettare che il prezzo scenda leggermente per poter fare un vero affare.