Apple Italia si scusa pubblicamente sul sito ufficiale per i rallentamenti

Una delle notizie più di rilievo in ambito tech nel 2017 fu la diatriba sul rallentamento degli iPhone a causa della batteria. Una questione che sollevò un grosso polverone, non soltanto fra gli utenti ma anche fra le autorità. Ed infatti l’Antitrust italiano ha obbligato Apple a pagare una multa da 10 milioni di euro, oltre a scrivere delle scuse ufficiali nella home page del sito. Una decisione che è stata adesso confermata dal Tar, il quale ha respinto la richiesta di annullamento da parte di Cupertino.

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Le scuse pubbliche di Apple Italia sul sito ufficiale: ecco quanto dichiarato

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A seguito di questa decisione, Apple Italia si è vista costretta a mettere sul proprio sito le motivazioni dietro alla multa subita. Forse è anche per questo che iOS 13 non dovrebbe arrivare su alcuni modelli più datati, in modo da evitare un’altra situazione del genere.

Le società Apple Inc, Apple Distribution International, Apple Italia S.r.l. e Apple Retail Italia S.r.l. hanno indotto i consumatori in possesso di iPhone 6/6plus/6s/6splus alla installazione del sistema operativo iOS 10 e successivi aggiornamenti, senza fornire adeguate informazioni circa l’impatto di tale scelta sulle prestazioni degli smartphone e senza offrire (se non in misura limitata o tardiva) alcun mezzo di ripristino dell’originaria funzionalità degli apparecchi in caso di sperimentata diminuzione delle prestazioni a seguito dell’aggiornamento (quali il downgrading o la sostituzione della batteria a costi ragionevoli).

Tale pratica è stata valutata scorretta, ai sensi degli artt. 20, 21, 22 e 24 del D.Lgs. n. 206/2005 (Codice del Consumo) dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Questo è quanto si legge adesso scrollando più in basse la home page del sito ufficiale di Apple. Una controversia a cui è andata incontro anche Samsung, la quale ha però tagliato la testa al toro, pagando subito, ammettendo le scuse ma richiedendo un’udienza al Tar per spiegare le motivazioni dietro questa presunta obsolescenza programmata.

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