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Lo smartphone provoca il cancro? Non per il National Cancer Institute

Onde radio smartphone SAR

Uno degli argomenti più delicati che ruota attorno al mondo degli smartphone è quello della correlazione tra le onde radio emesse e i possibili effetti negativi di queste sulla nostra salute. La credenza comune vuole che parlare tante ore con lo smartphone appoggiato al nostro orecchio possa avere degli effetti negativi sui tessuti colpiti dalle onde radio. La conseguenza più estrema è, sicuramente, quella della possibilità di contrarre un cancro. Tuttavia, uno studio condotto negli USA dal National Cancer Institute smentisce categoricamente questa relazione.

Il National Cancer Institute nega la relazione cancro-onde radio degli smartphone

Utilizzo smartphone

Lo studio portato avanti dall’istituto, facente parte dello statunitense National Toxicology Program (NTP), nega qualsiasi correlazione tra le onde radio sviluppate dai device e l’aumento delle possibilità di contrarre un cancro dovuto all’esposizione a queste. Data l’enorme diffusione di questi device tra l’utenza e l’enorme utilizzo che ne facciamo ogni giorno, le preoccupazioni attorno ai possibili effetti che questi possono avere sulla nostra salute sono assai concrete.

Tanto che un numero sempre maggiore di persone sta iniziando ad informarsi circa i valori SAR dei vari dispositivi. Giusto qualche settimana fa vi avevamo proposto una top 15 degli smartphone più virtuosi secondo questi parametri ed una di quelli, invece, peggiori. Tornando alla ricerca, questa è stata condotta dagli esperti su due campioni di ratti. Il primo è stato esposto continuativamente ad onde radio non ionizzanti (le stesse emesse dagli smartphone), mentre il secondo no. Le analisi non hanno riscontrato alterazioni nei ratti esposti. Al contrario, alcuni di questi sono vissuti più a lungo di quelli che non avevano subito esposizioni.

Nel dubbio, utilizzare gli auricolari è la scelta più facile e sicura

Il risultato della ricerca è stato pubblicato nell’articolo “Cellphones and Cancer Risk”. “Al momento non ci sono prove sul fatto che le radiazioni non ionizzanti aumentino il rischio di cancro” è stata la conclusione. Ma John Bucher, esperto del NTP, ci va cauto: “Se c’è un rischio, è piccolo“. Solo in condizioni di forte esposizione esiste un potenziale pericolo. Ad ogni modo, ha ricordato: “Ridurre l’esposizione è molto facile, quindi non c’è da preoccuparsi“. Basta infatti dotarsi di un auricolare o di un paio di cuffiette wireless per eliminare qualsiasi preoccupazione.


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