La Cina scuote il mercato delle criptovalute mettendo alle strette il Bitcoin. Dopo le prime indiscrezioni al riguardo, stavolta arriva la conferma ufficiale: il ban delle monete virtuali diventerà presto effettivo.

Criptovalute: la Cina è davvero pronta al ban del Bitcoin

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Stando a quanto riportato da Caixin, testata giornalistica di stato cinese, il ban del Bitcoin è diventato ormai realtà. Il governo cinese ha, infatti, ordinato la chiusura di tutti gli exchange locali: tutti le piattaforme di cambio dei Bitcoin dovranno cessare la loro attività entro la fine del mese corrente. Dopo il divieto delle ICO, considerate alla stregua di vere e proprie “truffe” finanziarie, le voci che ipotizzavano il ban si erano fatte insistenti; nonostante le rassicurazioni delle principali agenzie cinesi di criptovalute, alla fine i più neri pronostici sono diventati realtà. BTCChina e ViaBTC hanno già annunciato che i loro servizi cesseranno il 30 settembre, mentre la piattaforma di trading OKex si prepara a rimuovere BTCChina, OKcoinHuobi (tre delle principali agenzie di exchange cinesi) dalla lista dei suoi affiliati.

Un duro colpo al mondo delle criptovalute: Bitcoin in calo dopo il ban in Cina

Secondo Caixin, tutti i membri chiave delle suddette agenzie, dovranno rimanere a Pechino per collaborare con le autorità. Inoltre, non è chiaro se tale divieto sarà permanete o se il governo ha intenzione di regolamentare e rilanciare i servizi legati alle criptovalute. Intanto, il valore del Bitcoin è calato ulteriormente assestandosi a circa 3260 dollari e registrando un calo del 40% rispetto ai rosei valori di quest’estate.


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