Annunciato al pubblico durante lo scorso mese di febbraio, il Project NEON si prepara a fare il suo approdo come aggiornamento di Windows 10, andando ad introdurre la nuova interfaccia utente basata sul Microsoft Fluent Design, un ammodernamento il cui scopo è quello di migliorare l’esperienza di utilizzo e creare una convergenza fra più dispositivi. Durante la giornata odierna, Microsoft ha deciso di svelare maggiori dettagli, seppur per certi versi ancora un po’ criptici e non del tutto esplicativi: ecco quali sono.

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Microsoft Fluent Design: su Windows 10 arriva Project NEON

Stando a quanto indicato nel video teaser sottostante del Project NEON, ecco quali saranno i punti salienti ed i capisaldi su cui si basa questo Microsoft Fluent Design:

  • Light: controlla come la UI interagisce con l’illuminazione, in questo caso dovrebbe trattarsi di un aspetto puramente grafico e di “abbellimmento”;
  • Depth: maggior profondità dell’interfaccia grafica, anche qua la cosa è un po’ vaga ma, come per il punto precedente, dovrebbe consistere in una maggiore interazioni lato software e grafico;
  • Motion: praticamente dovrebbe consistere in un aggiornamento delle animazioni di Windows 10;
  • Material: gli elementi dell’interfaccia saranno più curati e contestualizzati alla tipologia di elemento da raffigurare graficamente;
  • Scale: probabilmente il più chiaro, ovvero l’adattamento dell’interfaccia a seconda del dispositivo su cui viene utilizzata.

Come recita il nome stesso, questo “fluent design” dovrebbe significare per Microsoft più o meno quello che è stato l’adozione del Material Design per Google. In poche parole, i maggiori cambiamenti dovrebbero essere quasi puramente estetici, in modo da rendere più moderna e smooth l’attuale estetica di Windows 10. Ma soprattutto, la visione di un sistema operativo che possa a tutti gli effetti poter essere utilizzato ed apprezzato su terminali che non siano necessariamente PC ma anche console, dispositivi VR, convertibili e via dicendo. Come preventivabile, non troviamo nessun accenno agli smartphone, area in cui l’azienda americana sembra ormai non voler più avere a che fare dopo il flop di Windows Mobile.


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