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Guardia di Finanza blocca 152 siti di streaming illegale

Guardia di Finanza

La questione legata allo streaming illegale attraverso la rete internet ha sempre interessato le forze dell’ordine di tutto il mondo, tra cui la nostra Guardia di Finanza.

La lesione del diritto di proprietà intellettuale è sicuramente uno dei reati che sulla rete ha avuto il suo exploit, data la continua divulgazione di dati sotto tutela del copyright e lo streaming di contenuti a pagamento in modo assolutamente gratuito.

Al via la più grande operazione anti-pirateria della storia d’Italia contro lo streaming illegale

La Guardia di Finanza, stamane, ha fatto scattare un’operazione proprio contro tutti i siti di streaming illegale presenti sul territorio italiano durante le scorse ore. Stando a quanto comunicato dagli atti ufficiali del corpo, sono ben 152 i siti che stanno subendo il blocco degli IP, segnando la conseguente fine di molti servizi di streaming di film e calcio molto conosciuti.

Tra i tanti siti bloccati, quelli che più spiccano sono certamente i famosi cb01.me, Altadefinizione e RojaDirecta.tv. Il blocco degli indirizzi IP dei siti in questione sta avvenendo nel corso di queste ore grazie ad una collaborazione tra il Comando della Guardia di Finanza di Roma, in particolare il Nucleo Speciale, ed i vari provider e fornitori di servizi operanti sul suolo italiano.

siti streaming bloccati Guardia di finanza

La Guardia di Finanza infliggerà sanzioni economiche?

L’articolo di legge impugnato dal Giudice delle Indagini Preliminari, Alessandra Boffi, è il 171 comma 1 lettera A riportato sul regolamento in materia di protezione del diritto d’autore, il quale recita: “Salvo quanto disposto dall’art. 171-bis e dall’articolo 171-ter è punito con la multa da euro 51 a euro 2.065 chiunque, senza averne diritto, a qualsiasi scopo e in qualsiasi forma:

a) riproduce, trascrive, recita in pubblico, diffonde, vende o mette in vendita o pone altrimenti in commercio un’opera altrui o ne rivela il contenuto prima che sia reso pubblico, o introduce e mette in circolazione nello Stato esemplari prodotti all’estero contrariamente alla legge italiana“.

Al momento non sappiamo a quanto ammonterà, e se ci sarà, una sanzione pecuniaria per gli amministratori dei siti in questione ma sta di fatto che la piaga della lesione del diritto d’autore rimane tale per coloro che traggono il proprio sostentamento proprio dagli oggetti protetti dal diritto d’autore ed è una brutta “abitudine” da estirpare da coloro che usufruiscono di servizi illegali di questo genere.

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