“La quarta rivoluzione industriale è in corso, e potrebbe essere controproducente per il vostro lavoro!”, parola del Word Economic Forum.

Un rapporto del Word Economic Forum afferma infatti che, entro i prossimi cinque anni, l’automazione e i robot potrebbero eliminare 5,1 milioni di posti di lavoro a livello mondiale; i risultati (abbastanza sconcertanti) sono basati su un sondaggio condotto su 15 economie che rappresentano il 65% della forza lavoro totale del mondo.

I posti di lavoro più a rischio sono i ruoli d’ufficio e quelli amministrativi, che, stando a quanto si legge nel rapporto, possono più facilmente essere sostituiti dalla “tempesta perfetta di tendenze tecnologiche” .

Altri settori a rischio potrebbero essere quello della costruzione e dell’estrazione, l’installazione e la manutenzione e il campo delle arti e dello spettacolo.

Con l’avvento dell’automazione in realtà, quasi tutti i settori dovranno affrontare la perdita di posti di lavoro, anche se l’impatto varierà nelle dimensioni; il settore sanitario sarà sicuramente tra quelli che subiranno maggiori perdite a causa dello sviluppo della telemedicina, ma anche gli addetti all’energia e ai servizi finanziari non potranno proprio dormire sonni tranquilli.

La tecnologia non sarà comunque l’unica forza che concorrerà al mutamento del mondo del lavoro; nei prossimi anni prenderanno parte ad un simile processo anche altri fattori che renderanno sempre più irragionevole mantenere una forza lavoro così ingente, quali ad esempio i cambiamenti climatici, l’efficienza delle risorse e la flessibilità sul posto di lavoro.

Anche se la relazione riporta che la perdita di lavoro sarà divisa in maniera abbastanza equa tra uomini e donne, si può ragionevolmente ipotizzare che questa colpirà principalmente le seconde, dal momento che la forza lavoro maschile è di per se più numerosa. Dunque, mentre per gli uomini la proporzione sarà di un posto di lavoro garantito per tre persi, nel caso delle donne sarà di cinque posti persi per ogni posto conservato.

Ad ogni modo il rapporto del Word Economic Forum non è foriero solo di cattive notizie; è vero tutti quei milioni di lavoratori perderanno il loro posto, ma in compenso si aggiungeranno 2,1 milioni di nuove opportunità soprattutto nel campo delle operazioni finanziarie, della gestione informatica e matematica e nel campo dell’architettura e dell’ingegneria. Ora si che possiamo stare tranquilli!

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