Il punto della situazione su Amazon Prime Air

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Possiamo certamente affermare che Amazon sia il più diffuso negozio e-commerce dell’Occidente; recapita pacchi in tantissime nazioni, a qualsiasi condizione e di ogni genere; dai prodotti tecnologici, ai capi d’abbigliamento, alle scarpe, fino addirittura ai generi alimentari.

Una delle caratteristiche fondamentali per ottenere il successo in questo campo, riguarda, oltre all’ineccepibile servizio di tutela ed assistenza ai clienti, la velocità con cui, dal momento del pagamento, riceviamo a casa l’oggetto acquistato.

Il servizio di spedizione, il fulcro centrale che sorregge tutto il sistema di e-commerce; Amazon lo sa bene, avendo creato un sistema altamente efficiente e veloce denominato Amazon Prime. Ma accanto al normale metodo di spedizione, tramite le 4 ruote, Amazon sta sviluppando Prime Air, la modalità di consegna veloce per mezzo di droni. Questa innovazione porta però con se innumerevoli ostacoli. Droni che possano sopportare pesi non indifferenti come quelli dei televisori, la regolamentazione imposta dalla Federal Aviation Administration statunitense, la costruzione di centri di smistamento aereo, con i quali monitorare e dirigere gli stessi octacotteri sono solo alcuni degli scogli apparentemente insormontabili, che secondo Paul Misener, vice presidente per la politica globale Amazon, potranno già nei prossimi anni essere eliminati.

L’obiettivo è quello di riuscire ad effettuare la consegna del prodotto dopo 30 minuti dall’effettivo acquisto, attraverso la creazione di centri di smistamento per droni su tutto il territorio statunitense, in modo da accrescere sempre di più la già presente fidelizzazione del cliente, eliminando quei tempi morti che si contrappongono fra l’acquisto e l’utilizzo del bene, possibile ad ora solamente con il negozio fisico.

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