Secondo una ricerca del Massachusetts Institute of Technology (MIT) e delle università di Harvard e Carnegie-Mellon, molte applicazioni popolari condividerebbero ogni giorno l’indirizzo email degli utenti a terzi.

Le università hanno esaminato i dati condivisi da 110 applicazioni di Android, Google Play e Apple Store per capire come gestiscono i dati, non escludendo nemmeno le app dei social network, quelle di fitness, i motori di ricerca e le app gratuite di messaggistica.

I risultati di tali esami svelano che il 73% delle app di Android condivide l’indirizzo email degli utenti, mentre il 47% delle app di iOS condivide la posizione degli stessi, di solito senza alcun permesso. Le app di Android sono dunque state più inclini a condividere informazioni personali come i nomi degli utenti (49%), e la loro posizione (25%) rispetto a quelle di iOS.

Tuttavia queste app non vengono ritenute in alcun modo dannose da Google o Apple in quanto sono incluse nell’elenco 55 tra le app più popolari disponibili sulle piattaforme come Google, Instagram, Pinterest, Kayak, MyFitnessPal e molte altre.

Tra le applicazioni di Android, Google e Facebook hanno condiviso moltissimi dati, mentre tra quelle iOS, Localscope è stato molto cricato per aver condiviso i dati degli utenti con 17 domini di terze parti.

Un mistero che i ricercatori non sono riusciti a risolvere riguarda la condivisione del 93% delle applicazioni Android dei propri dati con il dominio “safemovedm.com“, apparentemente inesistente.

I ricercatori hanno esaminato i dati inviati da HTTP e HTTPS, raccolti durante l’utilizzo di app di routine da parte degli utenti, risalendo con facilità al loro nome, alla loro posizione e alle loro ricerche.

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