I cavi sono uno dei principali problemi per l’industria della Virtual Reality, parola di  Palmer Luckey, fondatore del celebre Oculus.

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La necessità di mantenere i visori collegati a dei cavi è infatti una limitazione importante per utilizzare la realtà aumentata in ambito gaming, sia per la difficoltà nel compiere determinati movimenti, sia per la comodità d’uso di questi dispositivi.

Trattandosi di prodotti nuovi ed ancora poco diffusi, la prima impressione dei nuovi utilizzatori è infatti importante, ed un visore ingombrante e scomodo da utilizzare potrebbe generare prime impressioni piuttosto negative. Anche per questo l’industria del VR sta collaborando per diffondere prodotti come Google Cardboard e Gear VR, utili a rendere l’esperienza della realtà virtuale più comoda e pratica, in attesa che i potenti visori da collegare ai PC siano realmente pronti per il mercato.

La potenza offerta da questi visori “mobile” è sicuramente molto limitata rispetto ai dispositivi che lavoreranno con PC e console. Si prevede che il problema dei cavi accompagnerà questo settore per un periodo di tempo piuttosto lungo, e che la VR sarà già abbondantemente diffusa quando le prime aziende riusciranno a risolverlo.

Quale sarà il primo produttore ad immettere sul mercato un dispositivo per VR che sia potente, privo di cavi e dunque comodo da usare? Il candidato numero uno è probabilmente Oculus, ma altri grandi firme del settore sono già a lavoro, ed il Playstation VR di Sony non è certamente da sottovalutare.

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