Facebook non consente più ai suoi utenti di citare il nome di un altro social network sulle sue applicazioni e sul sito web, per una motivazione meno ovvia del previsto.

Il sito in questione è Tsu.co, un social network a cui si può aderire solo su invito che si fonda sulla condivisione di introiti pubblicitari con i suoi utenti. Il problema è che il sito è diventato un’enorme fonte di spam su Facebook, il che ha costretto l’azienda ad impedire ai suoi utenti di menzionare l’URL.

Digitando Tsu.co su Facebook, Instagram o Facebook Messenger compaiono diversi messaggi di errore che informano l’utente del fatto che il suo commento non verrà pubblicato. Al momento il ban non sembra esteso a Whatsapp.

Facebook blocca Tsu.coA quanto pare il problema è il modello di business di Tsu che si fonda sul proposito di premiare economicamente i propri utenti sulla base delle loro condivisioni; Tsu tratiene il 10% delle entrate, mentre il 90% viene diviso tra gli utenti che hanno invitato i loro amici ad iscriversi al sito.

Secondo Facebook invece siti come Tsu incoraggiano gli utenti allo spam. Un portavoce della società ha dichiarato che Facebook collabora solo con siti che si integrano con la politica della piattaforma; “non permettiamo agli sviluppatori di incentivare la condivisione di contenuti sulla nostra piattaforma perchè ciò incoraggia gli utenti a condividere spam e crea un’esperienza negativa su Facebook”.

L’unica stranezza nella vicenda è data dal fatto che la pagina Facebook di Tsu è attiva e perfettamente funzionante con i suoi più oltre 11.000 follower.

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