Apple ha perso i principi fondamentali del design?

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Due ex progettisti di Apple, Bruce “Tog” Tognazzini e Don Norman, hanno scritto un articolo per la rivista Co.Design nel quale criticano le nuove scelte di Apple in fatto di design, volte a favorire l’eleganza e la bellezza visiva piuttosto che la facilità d’uso.

I due ex dipendenti di Apple ritengono che l’azienda stia distruggendo il design che l’ha resa nota, barattando alcune delle caratteristiche più apprezzate con un design minimalista; un esempio lampante di questo cambimento è costituito dall’inserimento del nuovo font “San Francisco” ritenuto eccessivamente piccolo da Tognazzini e Norman. Oltre al font, al centro delle critiche mosse dai due progettisti si colloca lo scarso contrasto della luminosità che rende difficile la lettura per gli utenti. Apple starebbe lanciando prodotti sempre più belli da un punto di vista estetico che contravvengono però alle regole del “buon design”, nell’ordine discoverability, feedback e recovery.

Tog e Norman hanno anche attaccato l’azienda di Cupertino per la difficoltà nel rintracciare le opzioni nel menù che risultano spesso nascoste o dislocate partendo dal presupposto che un buon design deve essere attraente, piacevole e allo stesso tempo semplice da utilizzare. “Apple sta contribuendo a rinsaldare l’obsoleta credenza secondo la quale l’unico lavoro del designer è quello di rendere belli gli oggetti, anche a costo di ridurne le funzioni o di renderle incomprensibili ai più”, scrivono nell’articolo i due ex progettisti di Apple.

Va specificato che le critiche di Tog e Norman non sono estese solo ad Apple, ma anche, ad esempio, a Google Maps e Android; la rabbia è ovviamente maggiore nei confronti di Apple in quanto i due facevano parte proprio della squadra di designer dell’azienda e per questo sono più sensibili ai cambiamenti.

La conclusione dei due è lapidaria: considerando che Apple continua a sfornare dispositivi accattivanti e di bell’aspetto, i clienti aumentano e giudicano positivamente questi dispositivi; quando poi si accorgono di non saperli utilizzare, incolpano sé stessi e non la casa produttrice del dispositivo in questione. “Finchè le cose staranno così, decisamente buon per Apple!” concludono i due ex progettisti.

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