News

FaceApp finisce al Senato negli Stati Uniti d’America

FaceApp

Dopo un primo momento di hype per l’FaceApp, l’applicazione che trasforma i volti, c’è stata un’ondata di preoccupazione, non infondata.

Proprio ieri abbiamo spiegato alcuni dei pericoli “nascosti” dietro all’accettazione dei termini di utilizzo. Usando FaceApp, infatti, si concedono diritti (troppo invasivi) sulle immagini caricate nel cloud e non solo.

Attenzione a FaceApp: tutti i pericoli nascosti dietro l’app del momento

FaceApp continua a non ispirare fiducia, ma la società fa chiarezza sulla privacy

Proprio da queste preoccupazioni è nato il dibattito negli Stati Uniti che è finito al Senato. Il senatore Chuck Schumer, infatti, ha chiesto delucidazioni all’FBI.

Tuttavia, gli sviluppatori dell’app hanno risposto, in parte, ai dubbi sollevati in tutto il mondo. La risposta passa dallo storage delle immagini e la società ha annunciato, in tal senso, che ciò viene fatto per velocizzare il trasferimento dei dati, aggiungendo che le immagini vengono immagazzinate per un massimo di 48 ore.

Inoltre, altre rassicurazioni arriverebbero da due fattori. Il primo riguarda l’identità: FaceApp non richiede alcun login per poter essere utilizzata. L’altra, invece, è legata all’immagine stessa. Stando a quanto dichiarato sarebbe quasi impossibile, da parte dell’azienda, risalire all’identità soltanto con la foto.

Dal canto nostro rimangono comunque i dubbi relativi ai termini della privacy sottoscritti che sembrano essere oltremodo ingerenti rispetto – anche  – a quanto dichiarato dall’azienda.


Non perdere alcuna notizia, offerta o recensione pubblicata sul nostro sito! Seguici sui social per rimanere sempre aggiornato in tempo reale grazie ai:

 Canale Offerte Canale NewsGruppo TelegramPagina Facebook, Canale YouTube e il Forum.